Assistenza Sanitaria Nazionale per gli Italiani all'Estero

Ci impegneremo per conservare il nostro diritto all’assistenza sanitaria in Italia per tutti gli iscritti all’AIRE.

Noi Italiani all’estero sappiamo bene che nel momento stesso in cui prendiamo residenza fuori, perdiamo il diritto all'assistenza sanitaria nazionale in Italia. Questa cosa non ha senso. Noi siamo cittadini italiani, abbiamo contribuito e contribuiamo al benessere del Paese grazie al fatto che noi siamo i primi ambasciatori dell'Italia, grazie fatto che consumiamo prodotti italiani, e molto altro.

Noi siamo una grande ricchezza per l'Italia e siamo cittadini della Repubblica Italiana, e come tali abbiamo il diritto al Sistema Sanitario Nazionale, tant’è che se torniamo nel Paese riacquistiamo sin da subito tale diritto. Ma allora per quale motivo non possiamo avere la possibilità di continuare ad avere i nostri dottori ed accesso ai nostri servizi in Italia anche mentre siamo iscritti AIRE? In fondo, il fatto di non contribuire alla fiscalità italiana può essere facilmente ovviato attraverso altre forme di contribuzione, come per esempio il pagamento del ticket.

Noi abbiamo uno dei migliori Sistemi Sanitari al mondo, e se noi italiani all'estero tramite l'utilizzo del ticket potessimo accedere a tutto il sistema sanitario nazionale (a cui comunque potremmo accedere nel momento stesso in cui tornassimo in Italia) questo consentirebbe all’Italia di avere un valore aggiunto, perché noi italiani all’estero avremmo tutto l'interesse a curarci nella nostra bella Italia, di avere una garanzia in più, di contribuire e di essere parte del Paese.

Il tutto sarebbe estremamente semplice: basterebbe dire agli italiani che sono all'estero, ma che per esempio vogliono continuare ad avere il dottore in Italia, che per farlo devono essere iscritti all'AIRE e devono pagare un ticket. Basterebbe una cosa così semplice per eliminare la burocrazia, eliminare il ricorso a sotterfugi (come registrarsi a casa di parenti o amici) e avere un motivo concreto per iscriversi immediatamente all’AIRE quando ci si stabilisce all’estero.

Questo tra l’altro permetterebbe di avere anche più chiarezza su quanti effettivamente sono gli italiani all’estero, perché al momento siamo registrati in due milioni e mezzo ma in realtà siamo quasi il doppio, e questo dato deve essere conosciuto dal Paese perché il nostro contributo al PIL dell'Italia è enorme e deve ricevere il giusto riconoscimento.

Maurizio Bragagni al Senato - Valore ai Talenti Italiani